Vittore Carpaccio e bottega

Venezia 1465 circa – 1525/1526

Nascita di Maria

1502 – 1504 circa

Olio su tela 128,5 × 127,5 cm

Collezione Guglielmo Lochis, 1866

Originale

Accademia Carrara
Sala 2

Riproduzione

Humanitas Gavazzeni
Sala d'attesa prelievi radiologia

Il dipinto fa parte di un ciclo composto, in origine, da sei episodi con le Storie della Vergine, realizzato da Carpaccio e dalla sua bottega per la Scuola degli Albanesi a Venezia.

In un interno domestico minuziosamente descritto, partecipiamo ai primi momenti di vita di Maria. Sant’Anna si riposa nel proprio giaciglio dopo il parto, mentre Gioacchino, dalla parte opposta della stanza, la osserva quasi intimorito da tutto l’affaccendarsi delle donne.

Tutti all'opera

Colpisce da subito il lungo cannocchiale prospettico su cui sono disposte le stanze, descritte dall’artista con estrema cura nell’arredo, in una complessa scenografia architettonica. La sequenza dei locali si affaccia su un cortile, dal quale giunge una domestica con la selvaggina da cucinare. Nella stanza sul fondo, vicino al focolare, una donna sta asciugando i panni; nell’ambiente principale tre ancelle sono indaffarate per accudire al meglio Anna e la piccola Maria: una di esse si accosta al giaciglio per rifocillare la puerpera con un brodo caldo, l’anziana nutrice gozzuta si occupa del bagnetto della neonata, la giovane donna in primo piano, elegantemente seduta su un parapetto ricoperto da un tappeto orientale, prepara le fasce.

Simboli

All’immancabile apparato simbolico vanno ricondotti i due graziosi coniglietti intenti a rosicchiare una foglia di cavolo: generalmente immagine di amore o fertilità e, per contrasto, associati alla purezza di Maria, potrebbero alludere anche all’uomo al quale non resta che la fede in Cristo nell’eterna lotta contro le passioni, simboleggiate dal cavolfiore, vegetale vorace che sottrae alle piante vicine il nutrimento, causandone la morte.

La scuola degli albanesi

La Scuola degli Albanesi, fondata nel 1442, crebbe in antagonismo con la Scuola degli Schiavoni: erano dei luoghi d’incontro e accoglienza per i profughi emigrati dalla riva adriatica con l’avanzata dei turchi. In entrambe operò Carpaccio. La sede degli Albanesi fu edificata a partire dal 1497 e conclusa entro il 1502, quando probabilmente il nostro artista cominciò a dipingere il primo episodio con la Nascita di Maria. Il ciclo dedicato ai fatti della vita di Maria, patrona della Scuola, si sviluppava con gli episodi della Presentazione al Tempio, lo Sposalizio della Vergine, l’Annunciazione, la Visitazione e la Morte di Maria. I dipinti sono oggi divisi tra Milano (Pinacoteca di Brera), Bergamo (Accademia Carrara) e Venezia (Ca’ d’Oro e Museo Correr).

Un nuovo genere: la pittura narrativa

Spetta proprio alla Serenissima e alle Scuole veneziane la diffusione, dalla metà degli anni Settanta del Quattrocento, di una particolare tipologia di pittura su tela di grandi dimensioni e soggetto narrativo o storico. Nei cicli commissionati alle Scuole, i temi legati a miracoli o a episodi della vita dei Santi cui esse sono intitolate costituiscono il pretesto per l’inserimento di maestosi spaccati cittadini e per scene esplorate con forte realismo. Purtroppo molti di questi cicli non sono sopravvissuti.

Biografia

Vittore Carpaccio nasce a Venezia nel 1465 circa. Si forma nell’ambiente umanistico della Venezia della seconda metà del Quattrocento accanto a Gentile Bellini, sviluppando uno stile molto personale e una capacità fortemente narrativa e coinvolgente. Lo si evince dalla nostra tela, ricca di dettagli curiosi. Nelle sue scene si coglie un forte senso dello spazio prospettico, inondato da una luce tersa e cristallina. La sua abilità di narratore risiede infatti nella sapiente organizzazione scenografica che consente di riunire gli episodi secondari e l’infinità di particolari in un insieme armonico agli occhi dell’osservatore.

Il pittore, per la molteplicità delle sue esperienze culturali (da Gentile Bellini alla vivace matrice ferrarese, fino ai valori luministici di stampo antonellesco e di chiara derivazione fiamminga), diviene uno specialista e un protagonista assoluto nel genere della pittura narrativa.